Modulo 1 · Il marketing quotidiano con l'AI
La libreria di prompt aziendale
Lezione gratuita del corso Il sistema di marketing AI-driven.
Dal campo
In un’azienda cliente, tre persone usavano l’AI per il marketing. Ognuna coi propri prompt, riscritti ogni volta, con risultati di qualità casuale. La svolta fu un documento condiviso: dodici prompt collaudati (la scheda di contesto aziendale, il report settimanale, le bozze per ogni formato ricorrente, l’analisi recensioni), ciascuno con istruzioni d’uso e un esempio di output buono. Da quel momento la qualità smise di dipendere da chi premeva i tasti. Quel documento vale quanto un manuale operativo: è proprietà intellettuale aziendale, e questa lezione spiega come costruirlo senza mai fermarsi a «fare il progetto».
Dal prompt al prompt-asset
Un prompt diventa un asset quando ha queste proprietà:
- Contesto incorporato. Include (o richiama) la scheda azienda: chi siamo, a chi parliamo, come scriviamo.
- Struttura dell’output. Dice esattamente in che forma vuole il risultato: tabella, elenco, lunghezza, tono.
- Istruzioni d’uso. Quando usarlo, cosa incollare, cosa verificare nell’output.
- Versione. Data e miglioramenti: i prompt si affinano con l’uso, come le ricette.
E la disciplina che riempie la libreria senza progetti faraonici è la regola del secondo utilizzo: la seconda volta che fai un compito con l’AI, scrivi il workflow (il prompt buono, i materiali che servono, i controlli da fare). Cinque minuti di scrittura che trasformano un’improvvisazione in un pezzo di sistema. Dopo tre mesi di questa regola, il sistema esiste, senza che nessuno abbia mai avuto tempo di costruirlo.
La struttura della libreria
L’organizzazione minima che funziona, in un documento o cartella condivisa:
- Fondamenta. La scheda di contesto aziendale, le regole d’ingaggio AI, il glossario interno.
- Routine. I prompt delle routine settimanali e mensili (lezione precedente).
- Produzione. Un prompt per ogni formato ricorrente: articolo, email, post, scheda prodotto, risposta a recensione.
- Analisi. Ascolto clienti, analisi concorrenti, preparazione decisioni.
- Occasionali. Lanci, eventi, situazioni di crisi.
La cassetta degli attrezzi completa
La libreria è il pezzo centrale, ma da sola non basta: il sistema vive in un posto, o non vive. La cassetta degli attrezzi è quel posto (una cartella condivisa, uno spazio di lavoro) e contiene quattro cose:
- Il documento di contesto aziendale, aggiornato due volte l’anno: il cuore di tutto. Chi siamo, cosa vendiamo, a chi, come ne parliamo, i numeri che contano.
- La guida di voce del marchio: com’è la nostra voce, le parole nostre, le parole vietate, come apriamo e chiudiamo, come parliamo di prezzi e di problemi. Si costruisce dai propri testi migliori (prompt nel box), e va in testa a ogni flusso di scrittura.
- La libreria dei workflow: i prompt-asset di cui sopra, alimentati dalla regola del secondo utilizzo.
- L’archivio degli output buoni: gli esempi di ciò che è venuto bene, da dare all’AI come riferimento. «Scrivilo come questo» vale più di dieci istruzioni astratte.
Vale la pena notare cosa è diventata questa cartella: il manuale operativo del marketing dell’azienda, la cosa che le PMI non hanno mai avuto. Chi arriva domani, una persona nuova o un fornitore, è operativo in giorni invece che in mesi; chi se ne va non porta via il mestiere.
Ultimo pezzo: la manutenzione. Un rito trimestrale da un’ora: cosa si è rotto, cosa va aggiornato (il contesto è cambiato? la voce è scivolata?), cosa si può delegare di un gradino in più. Le automazioni orfane muoiono in silenzio: il rito serve a non lasciarle orfane.
Al lavoro con l’AI
Prima la guida di voce, che alimenta tutto il resto:
«Ti incollo 5-10 testi nostri che consideriamo riusciti [+ 2-3 che NON ci rappresentano]. Estrai la guida di voce: tono (con esempi), ritmo, parole e formule ricorrenti nostre, parole ed espressioni da evitare, come apriamo e chiudiamo, come parliamo di prezzi e problemi. Formato: una pagina, con una sezione finale “istruzioni per un’AI che deve scrivere con questa voce”.»
Poi la prima versione della libreria:
«Costruiamo la libreria di prompt della mia azienda. Contesto: [scheda azienda + guida di voce]. Le mie attività ricorrenti: [elenca, dal censimento della lezione precedente]. Per ciascuna genera un prompt-asset completo: contesto incorporato, struttura dell’output richiesta, istruzioni d’uso (cosa incollare, cosa verificare). Formatta tutto in un documento ordinato per le 5 sezioni: fondamenta, routine, produzione, analisi, occasionali.»
Errori comuni
- La libreria nella testa di una persona: se non è scritta e condivisa, non è un asset aziendale.
- Prompt perfetti mai aggiornati: la libreria vive se ogni uso può migliorarla.
- Copiare librerie altrui: i prompt senza il tuo contesto producono il marketing di nessuno.
- Dipendere da un solo strumento: prompt, contesto, guida di voce e archivi devono essere tuoi e portabili, perché gli strumenti cambieranno e il sistema deve sopravvivergli.
Checklist operativa
- Crea la cassetta degli attrezzi in un posto solo: contesto, guida di voce, libreria, archivio dei buoni esempi.
- Scrivi la guida di voce del marchio dai tuoi testi migliori (prompt del box).
- Inserisci i primi tre prompt-asset: scheda di contesto, report settimanale, il tuo formato di contenuto più frequente.
- Adotta la regola del secondo utilizzo: ogni compito ripetuto con l’AI diventa un workflow scritto.
- Fissa in agenda il rito trimestrale di manutenzione: un’ora, tre domande.